Padiglione Argentina

Biennale Arte, Venezia 04/06/2011 - 27/11/2011

La 54. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia segna una pietra miliare nella lunga tradizione che testimonia la costante partecipazione dell’arte argentina alla Biennale di Venezia, da quando nel 1901 fu il primo paese latino americano a prendervi parte. Il 3 giugno, alla presenza del Presidente Cristina Fernández de Kirchner, viene siglato tra la Fundación Exportar e la Biennale di Venezia l’accordo ufficiale che consente all’Argentina di avere il proprio Padiglione permanente per i prossimi 22 anni, nei meravigliosi 500 metri quadri delle Sale d’Armi dell’Arsenale, grazie alla lungimirante decisione del Ministero della Difesa e del Comune di Venezia, promossa con determinazione dalla Biennale stessa. Per celebrare la firma di un accordo così importante, la partecipazione dell’Argentina alla 54. edizione della Biennale d’Arte è stata significativamente ampliata. Oltre alla presenza nel Padiglione nazionale di Adrián Villar Rojas, un giovane artista di Rosario che sta destando l’attenzione del mondo dell’arte a livello internazionale grazie alla monumentalità delle sue opere e all’uso di materiali non convenzionali, la delegazione argentina vede l’illustre presenza del Presidente Cristina Fernández de Kirchner, accompagnata da un gruppo dei più importanti artisti argentini in occasione della mostra Memoria y Libertad en el Arte Argentino del Siglo XX” (“Memoria e Libertà nell’Arte argentina del XX secolo” a Ca’ Giustinian. All’interno delle Artiglierie invece, nel cuore dell’Arsenale, Adrián Villar Rojas ha creato per il Padiglione Argentino un’istallazione site-specific, costituita da una serie di sculture monumentali in argilla, basate sulla teoria dei “multiverses”, secondo la quale differenti universi potrebbero coesistere allo stesso tempo. Potrebbero essere visti come manifestazioni materiali di universi alternativi (“multiverses”), capaci di mettere in discussione le nostre nozioni comuni di mondo e di realtà. Questi grandi volumi che si ergono come monumenti, potrebbero essere interpretati anche come possibili trasfigurazioni del nostro presente o addirittura come incursioni in un possibile domani. Passato, presente e futuro si uniscono sovvertendo ogni senso di temporalità. Villar Rojas concepisce la sua produzione artistica come un’alternativa all’immagine dell’arte latino americana più tradizionale, legata alla semplicità e alle pratiche ready-made. Per questo, intraprende progetti ambiziosi e complessi, che ricercano un dialogo con le opere di artisti internazionali che si muovono nello stesso ambito di rischio e potenzialità. Tuttavia lo fa attraverso il recupero di un’artigianalità, decisamente distante delle innumerevoli possibilità offerte dalle più moderne risorse tecnologiche. La mostra, intitolata “El asesino de tu herencia” (“L’assassino della tua eredità”), a cura di Rodrigo Alonso, ha luogo in uno spazio di 250 m2 nell’area dell’Arsenale. Si tratta della prima volta in cui la delegazione argentina è fisicamente collocata all’interno della mostra internazionale.