Nasan Tur Memory as Resistance

Fondazione Adolfo Pini 30/11/2017 - 09/03/2018

Dal 30 novembre 2017 al 9 marzo 2018, la Fondazione Adolfo Pini presenta la mostra Memory as Resistance, un progetto inedito realizzato dall’artista Nasan Tur, a cura di Gabi ScardiIl tema della memoria, del ruolo del soggetto nella società e del suo lascito saranno al centro degli interventi ospitati dalla Fondazione, e si intrecceranno anch’essi al legame con il vissuto di coloro che la abitarono. L’invito della Fondazione è stato, per l’artista, l’occasione per concepire un nuovo progetto che prevede un allestimento che occuperà le vetrine della casa museo. L’esposizione comprende in particolare una serie di fotografie dedicate a persone che, fino in fondo, si sono impegnate per la libertà d’espressione e un video incentrato su queste stesse figure. Ognuno dei primi piani viene tormentato da un paio di mani: accartocciate, dispiegate, stese con le mani e poi nuovamente accartocciate, come in una sequenza infinita. E’ il caso dei ritratti di Walter Tobagi, (ucciso in Italia nel 1980), Josè Luis Lopez de la Calle, (ucciso in Spagna nel 2000), Kem Ley, (ucciso nel 2016 in Kambogia), Anna Politkowskaja, (uccisa nel 2006 in Russia), Daphne Caruana Galizia, (uccisa nel 2017 a Malta), Nadschi al-Dscherf, (ucciso nel 2015 in Turchia). In un’altra foto ancora un uomo appare di profilo, sullo sfondo di un paesaggio in cui riconosciamo il Bosforo, è Hrant Dink: figura fondamentale del movimento per la riconciliazione e i diritti in Turchia, nonché caporedattore del settimanale bilingue turco – armeno Agos, ucciso davanti all’ingresso della redazione nel 2007. Nel video, un’azione ripetuta restituisce l’immagine di Hrant Dink. L’opera trasmette un senso di lontananza, ma anche la forza dell’orizzonte. Il suo ricomparire, sempre più sbiadita, eppure persistente, interferisce con la cronologia: malgrado gli eventi, la presenza del soggetto incessantemente si rinnova. La memoria fragile ma tenace non arretra, e le azioni, anche a distanza di tempo, mantengono valore. Il lavoro di Nasan Tur prende avvio alla fine degli anni Novanta, nel corso del tempo l’approccio personale si stempera e i riferimenti si ampliano. L’artista comincia a elaborare i temi del vivere e del convivere urbano e mette in campo una grande attenzione ai filtri culturali che condizionano il nostro sguardo e le nostre attitudini. Le sue opere sono interpretazioni critiche dei contrasti, delle contraddizioni e delle tensioni psicologiche e sociali dell’individuo nel presente. Vi emergono, in forme diverse, questioni legate alle ideologie, alle utopie, al linguaggio e ai concetti di storia, nazionalità, eredità culturale e attivismoLa Fondazione Adolfo Pini ha inoltre organizzato un appuntamento collaterale alla mostra Memory as Resistance. Nella galleria nel cortile della Fondazione, gli studenti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, fino al 22 dicembre 2017 espongono delle loro opere legate alle tematiche affrontate da Nasan Tur nella mostra. Dopo aver presentato i primi due progetti sites pecific, The Missing Link di Michele Gabriele, e Materia prima di Lucia Leuci, con questa nuova mostra la Fondazione prosegue pertanto il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci, con l’obiettivo di porsi quale luogo di incontro e valorizzazione della scena dell’arte giovanile nazionale e internazionale a Milano.