In Ticino. Presenze d’arte nella Svizzera italiana 1840-1960

Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano 12/09/2015 - 28/02/2016

La mostra “In Ticino. Presenze d’arte nella Svizzera italiana 1840-1960” a Palazzo Reali si propone di indagare la realtà artistica della Svizzera italiana in un periodo contraddistinto da una importante storia di emigrazione e immigrazione di artisti. L’esposizione è complementare a quella allestita nella sede del LAC Lugano Arte e Cultura – “Orizzonte Nord Sud. Protagonisti dell’arte europea ai due versanti delle Alpi 1840-1960” – dove invece il Ticino è eletto, nello stesso momento storico quale ideale luogo geografico di osservazione della realtà culturale europea, a nord e a sud dei suoi confini.
Ad aprire la sezione introduttiva sono i pittori Giovanni Serodine, Pier Francesco Mola e gli architetti Carlo Maderno, Francesco Borromini, Domenico Fontana e Domenico Trezzini, testimoni dell’emigrazione artistica ticinese tra Seicento e Settecento. Una particolare attenzione è dedicata a Giocondo Albertolli, architetto e decoratore svizzero-italiano a cui si deve la diffusione di modelli architettonici e decorativi neoclassici. Il percorso prosegue con una seconda sezione dedicata allo scultore Vincenzo Vela, figura fondamentale per il consolidamento delle relazioni con la nascente realtà artistica elvetica, di cui sono esposte sia le opere di carattere più politico che quelle commemorative e funerarie. A seguire viene analizzata la realtà artistica ticinese a cavallo tra Ottocento e Novecento, attraverso l’opera di artisti quali Edoardo Berta, Filippo Franzoni, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti che si muovono tra la scapigliatura, il divisionismo e il simbolismo, dando vita a un’arte frutto di diverse influenze culturali e originale rispetto alla produzione dei colleghi italiani ed elvetici con cui sono messi a confronto.
La seconda parte del percorso è dedicata all’immigrazione artistica verso il Canton Ticino: la chiusura delle frontiere nel 1914 portò molti artisti e intellettuali a rifugiarsi in Svizzera. La presenza della colonia del Monte Verità, ad esempio, fece del comune di Ascona una forte attrattiva, in modo particolare per alcuni artisti vicini al movimento dadaista quali Marianne Werefkin, Alexej Jawlenski e Paul Klee. Un’attenzione particolare viene dedicata qui agli espressionisti del gruppo di Basilea Rot- Blau che si stabilirono nel Mendrisiotto, oltre che alla “triade nera”, Ignaz Epper, Fritz Pauli e Johannes Robert Schurch, che si insediarono nella zona di Locarno. La mostra si chiude con il racconto del complesso di atelier per artisti voluto a Locarno da Remo Rossi, che tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta divenne luogo di incontro e di scambio creativo per autori dell’arte astratta europea, quali Jean Arp, Hans Richter, Fritz Glarner e Italo Valenti, oltre a Julius Bissier e Ben Nicholson.