Giorgio Morandi

Museo d'Arte, Lugano 10/03/2012 - 01/07/2012

La mostra che la Città di Lugano dedica a Giorgio Morandi, uno degli indiscussi protagonisti del XX secolo, ripercorre l’intera carriera dell’artista, dalle prime prove sino agli ultimi lavori, documentando tutti i temi e le tecniche con i quali il grande maestro si è cimentato nel corso del suo percorso creativo. Sono presenti le nature morte, genere al quale è spesso associato il suo nome, i fiori, i paesaggi e il suo più importante autoritratto, realizzato nel 1924. Ai dipinti ad olio sono affiancati disegni, acquerelli e incisioni che permettono di apprezzare la straordinaria capacità dell’artista di rendere i volumi, la luce e l’atmosfera fino all’ottenimento di un’arte pura che trascende la realtà rappresentata. Le circa cento opere provengono da collezioni pubbliche e private, alcune delle quali di grande rilevanza storica, essendo appartenute ad amici, collezionisti e critici che furono vicini a Morandi, quali Francesco Arcangeli, Augusto Giovanardi, Roberto Longhi, Luigi Magnani, Carlo Ludovico Ragghianti, Giovanni Spadolini, Lamberto Vitali, ai quali l’artista destinò, in molti casi, le sue creazioni. La capacità di indagine dell’artista su pochi, selezionati oggetti, è tanto accurata e per certi versi persino ossessiva da apparire ripetitiva, ma ad uno sguardo attento essa rivela una straordinaria varietà espressiva e una profondità di indagine senza eguali. Morandi è stato un autentico maestro per numerose generazioni. A sottolineare il suo ruolo di anticipatore nei confronti di alcuni aspetti dell’arte attuale, sono proposti in mostra, come discrete presenze, le opere di alcuni artisti contemporanei che hanno raccolto l’eredità di Morandi, quali Stuart Arends, Bernd & Hilla Becher, Craigie Horsfield, Franco Vimercati, Rachel Whiteread. L’artista statunitense Lawrence Carroll, che in più occasioni ha dichiarato di avere scelto Giorgio Morandi quale maestro spirituale per la sua arte, ha realizzato alcune opere ad hoc per questo appuntamento espositivo. Non manca infine un accenno al cinema, in particolare ai film degli anni Cinquanta nei quali opere di Morandi compaiono sullo sfondo di scene di ambienti domestici, testimoni dell’accresciuto interesse da parte degli intellettuali di quegli anni verso la pittura morandiana.